Come ci si posiziona nel cammino in famiglia

 

IL CAMMINO DELLA NOSTRA FAMIGLIA

La foto che vedete è la sintesi della nostra famiglia che cammina in montagna. Partiamo tutti insieme e poi ci assestiamo ognuno a seconda del proprio passo. Inutile dirvi che io resto quasi sempre l’ultima. Chi ha  gambe più lunghe delle mie, chi ha più fiato di me, chi ha più fisico di me, chi ha meno anni di me si posiziona davanti a me. Questo modo di camminare mi ha fatto pensare alla mia vita di coppia e di famiglia. Per un periodo ho creduto che le famiglie e le coppie bene affiatate andassero allo stesso passo. Poi ho iniziato a sperimentare che  amo  la velocità diverse dalla mia. Questo all’inizio mi ha spaventata un po’, temevo di restare sola e nello stesso tempo sapevo di non  poterli legare solo al mio passo. Ora so che la forza sta nel procedere senza perdersi di vista. Chi sta davanti deve avere a portata di sguardo chi è alle sue spalle. Se ciò non accade rallenta fintanto che basta.

OGNUNO HA IL SUO PASSO

Allo stesso tempo ho imparato che in certi momenti se ho bisogno che qualcuno rallenti devo chiederlo, senza vergogna, senza accusare e senza rosicare per la velocità di crociera di chi vive e scommette la sua vita con me.

In ultimo ho avuto molte volte la conferma che se anche dovessimo perderci di vista, se anche il rallentare non bastasse per rimetterci a zona di sguardo, dietro la curva spesso trovo Davide seduto ad attendermi con un sorriso. Non è di scherno e neppure di rimprovero ma dice semplicemente “Sono contento di vederti”. Così si procede nella vita di coppia e di famiglia, la forza di questo gruppo sta nella velocità con cui si accorge che uno non è più  a portat di sguardo. La definirei  velocità da GPS relazionale. Se pensate che stare ultimi della fila possa essere umiliante, vi devo dire che anche non rendersi conto che chi sta dietro a noi si è smarrito non ci rende felici. Ce ne accorgiamo quando ci pare di non aver ascoltato con attenzione, di esserci lasciati sfuggire aspetti importanti della vita di chi amiamo.

CAMBIO DI PASSO?

Poi ho scoperto con mia grande sorpresa che avevo margini di miglioramento, magari non in velocità ma in resistenza.  Se volevo arrivare in vetta anche io ecco che  l’importante andando per monti è non smettere mai di camminare. Non importa se i passi si fanno piccoli tu non fermarti perchè poi riprendere è più duro. Un piede dopo l’altro sono giunta in luoghi che pensavo inaccessibili a me .

LA CORDATA

Ho imparato che nel cammino avere compagni di viaggio buoni fa la differenza per la resistenza delle mie gambe. I buoni compagni fanno il tifo per te, a volte di portano lo zaino per un pezzo ma non possono mai camminare per te e ti dicono “Dai ancora un passo, non ti fermare…” I buoni compagni scommettono che arriverai e te lo ricordano spesso.

METEO AVVERSO

La montagna richiede preparazione che dipende da te e poi attenzione al meteo che non dipende da te. Se piove è c’è troppo vento bisogna rinviare. Così anche fra di noi ci sono momenti più buoni di altri per parlare. Se uno di noi è troppo stanco, preoccupato o con la testa altrove le parole potrebbero sfuggire malamente di bocca o di orecchio. Rinviare non è una sconfitta ma saggezza da alpinista esperto.

Mi aspetti

“TI ASPETTO”

Il coraggio e la forza di andare avanti me lo danno due cose: la bellezza della montagna con i suoi paesaggi e sapere che chi amo, se mi distanzio troppo, se arriva ad un bivio, se scopre qualcosa di bello da mostrarmi si ferma ad attendermi. E io mi rincuoro, sosto un pochino e poi riparto, ognuno con il suo passo ma con i cuori più vicini.

 

 

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